La Storia

LA STORIA NELLA SCUOLA
Scritto da Teresa Tagarelli dal libro Una Torre – Un paese pubblicato nel 1997

Miei carissimi torreamaresi,
eravate bambini ed io la vostra maestra che vi raccontava la storia antichissima del nostro paese, conducendovi, fra le ombre dei millenni, alla scoperta delle sue orme, misteriose e incantate come in una fiaba. Perché possiate ora ritrovarle come realtà perduta, ma radice profonda che alimenti la nostra cultura, io ve la racconto ancora la piccola-grande storia di questo lembo di terra-mare.
La riassumo prima, per sommi capi, nella successione cronologica della trattazione generale: la preistoria che, nel particolare di questo luogo, mancando documenti scritti, si prolunga per tutto l’evo antico, il medioevo che ci tramanda invece una documentazione già più eloquente, l’evo moderno che qui nasce con la Torre. In seguito ripartirò in capitoli la narrazione, per trattare più ampiamente ciascun argomento.

C’era dunque una volta il villaggio preistorico.
Il tempo lo aveva sepolto, la Storia lo ha esumato. Noi sappiamo ora con certezza che, in età tardo-neolitica (3000-2000 a.C.), su questo tratto costiero ci fu un insediamento di tribù agricole e marinare. Di quell’antichissima gente abbiamo la ricca testimonianza che la terra ci ha restituito, dopo averne inghiottito e custodito le rovine nel corso dei millenni.
A frugare nelle viscere della nostra scogliera, con una indagine per la prima volta compiutamente scientifica, furono, negli anni Settanta, gli esperti dell’Istituto di Civiltà preclassiche dell’Università di Bari, diretti dal compianto prof. Francesco Biancofiore.
I reperti della ricerca confermarono un dato storico che, già da qualche secolo, molti studiosi, eminente fra tutti il prof. Gervasio, avevano rilevato ogni volta che si scoprivano qua e là tesori archeologici. Questi ritrovamenti, occasionali o ricercati, in tombe sparse lungo la cosa <<da P-lao-s>> ( di Torre Pelosa) e nell’entroterra noiano, avevano documentato, prima della conferma scientifica del prof. Biancofiore, la presenza sul nostro suolo di due culture, la preistorica e, sovrapposta alla sue rovine, quella peuceta.
Su queste radici profonde di antichissime civiltà, poco più di cento anni or sono, nacque il nostro paese, dopo circa un millennio di desolazione. Quando le forze della Natura o della Storia avevano suggellato nei sepolcri la vicenda degli antichissimi abitatori, i superstiti riaccesero gli spenti focolari, i più audaci al di là del mare, gli altri al di qua, fra la boscaglia e i campi dell’entroterra. Sorse così Noha, <<la Nuova>>, (Noicattaro), nei due rioni più antichi, il Pagano e il Casale. E fu quest’ultimo la piccola borgata che i pescatori che, per secoli, continuarono a raggiungere la costa deserta, scendendo <<a-bba-sc a marei-n>>, con un faticoso andirivieni attraverso i sei chilometri di un impervio e tortuoso sentiero.
Siamo già nel Medioevo: <<la Pellosa>> (nel 1049) o <<basso della Pelosa>>, da sempre appendice marina del territorio noiano, è nella storia feudale di Noha, prima contea e poi, con la Regina Bona e i Carafa, ducato di Noja.
I fasti cinquecenteschi del castello noiano si collegano con la grotta della Regina, che fu detta anche del Duca, perché con opportuni adattamenti era diventata il lido-piscina riservato ai Signori del luogo.
Comincia così, nel nostro racconto, l’evo moderno, segnato in particolare da una torre che proprio in quegli anni (1563-73) si eleva a dominare il mare per scrutarne l’orizzonte e darà il nome al nascituro paese, che conserverà poi, nel rispetto della Storia, l’attributo di origine, Torre Pelosa. E che proprio la Torre dia inizio a un tempo nuovo per i pescatori noiani si deduce dalla sua funzione: posto di vedetta, rende più sicura la costa, infestata per secoli dalla orde dei barbari e dalle scorribande dei mussulmani, arabi – saraceni – turchi. Ma passeranno ancora quasi due secoli prima che intorno alla Torre incominci a delinearsi il paesino con le prime casette dei pescatori e le abitazioni estive dei <<signori>>. Nel 1865 passa il primo treno dalla vicina stazione e poi arrivano il telegrafo, la scuola, l’acquedotto, la luce elettrica: nasce il paese che, divelto in era fascista dalle radici noiane, non è più Torre Pelosa.
E questa è storia contemporanea.

LA COSTA

Dai miei appunti datati anno 1976.
La costa di Torre a Mare è una scogliera frastagliata ricca di insenature , punte, cale in alcuni tratti alta , in altri bassa.
Nella costa alta il mare ha scavato grotte più o meno profonde, mentre le acque alluvionali, scavando i letti dei torrenti, hanno dato origine alle cale sulla foce. Di una grotta dietro punta LA PENNA si dice arrivi a Noicattaro, ma sembra non sia vero.Se ne parlo nell’estate del 1976, quando il cadavere di una ragazza barese strappata da un’onda mentre era adagiata su uno scoglio fu ritrovata in quella grotta dopo due giorni di ricerche. Le cale e le grotte si susseguono in questo ordine da Nord a Sud;
cala SAN GIORGIO -
era la marina di TRIGGIANO, al confine con il territorio di NOICATTARO, PRIMA CHE LA FASCIA COSTIERA ENTRASSE A FAR PARTE DEL comune di BARI.
CALA PORTICELLO
è una insenatura che dà l’idea di un piccolo porto
CALA BIANCA
ha la riva ricoperta di bianchi ciottoli
CALA SCIZZO
è il prolungamento fino al mare di una larga zona dell’entroterra , nella quale è sorto il centro residenziale da cui prende il nome
CALA DELLA NEVE
prende il nome forse dai depositi di sale o da quelli della gelatura sulla scogliera
CALA PUNTA DELLA PENNA
si protende nel mare con la punta di uno scoglio ghe ha forma di penna
CALA SETTE BOCCHE
raggruppa 7 piccole grotte sotto la superficie del mare
CALA CHIANCARELLO
ha sul fondo massi alquanto lisci come
CALAFETTA
aveva depositi di alghe di acque stagnanti con zanzare malariche(infetta)
CALA DELLA CANCELLERIA
ha subito una grande trasformazione perchè attualmente è occupata da ristoranti ZIA TERESA E DA NICOLA
CALA DELLA GETTATA
è una foce del torrente della e i pescatori vi stendevano le reti
Cala DELLO SPARATURO
era ricca di canneti tra i quali si appostavano i cacciatori
CALA FONTANA NUOVA
conserva il nome preso dal rione abitato della zona
CALA ROSSA
era anche chiamata <>, il mare aveva in abbondanza l’erba rossa <> perchè serviva a colorare le uova PASQUALI vi abitava nelle vicinanze un uomo dai capelli rossi
CALA <> (colombo-fioroni)
offriva ai pescatori che vi approdavano a bella posta ottimi fichi che si affacciavano dal campo sovrastante
CALA DELLA RENA O DELLA CORRENTE
sottomarina che sposta la rena nella quale i pescatori cercano le vongole
CALA PUNTA LUNGA
ha la punta più lunga , spinta in mare come penisoletta
CALA <>
si collega con la zona dell’entroterra detta <>
spero con queste notizie di esservi stati utile vi saluto con affetto VITO S. da RM

Risposte

  1. [...] La Storia [...]

  2. Vorrei ringraziare Leo per aver creato questa pagina.. ma soprattutto vorrei ringraziare la prof. Teresa Tagarelli che ha scritto questo libro che ho voluto riportare in forma digitale.. un libro molto bello.. che parla della storia di Torre Pelosa e dei Pelosini dal Medioevo fino ai nostri tempi.. il libro è “Una Torre-Un Paese”..

  3. Mirko, ma hai l’autorizzazione? sai com’è potrebbero esserci problemi con l’eventuale copyright!
    Mi raccomando informati prima :)
    (lo so, sembro una guastafeste ma in questi anni di esperienza in rete ne ho viste e lette tante!!)

  4. sul libro non c’è alcun simbolo di copyright e poi la prof. Tagarelli sarebbe felicissima di ritrovare i suoi scritti su internet..

  5. Bisogna vedere cosa ne pensa la casa editrice…cmq, informati!

  6. Non sono di TaM, ma casualmente ho avuto modo di leggere la sua storia online grazie a questo libro di G. Settanni, dal quale ho tratto buona parte delle notizie che appaiono su Wikipedia. Ovviamente, ulteriori fonti che integrino la voce sono le benvenute!

  7. ciao a tt sono un bambino di torre a mare che vive in un bellissimo borgo chiamato borgo san lorenzo mi chiamo ANDREA CACUCCIOLO e ho 11 anni aspetto risposte anche da adulti perche con gli adulti me la cavo e riesco a parlare dei loro a rgomenti facilmente quindi…….. appartenenti a questo blog , ideatore del sito , gente di torre a mare scrivetemi vi aspetto!
    ciao e buon autunno inverno!

  8. Ehi Leo.. ho la biografia di Don Peppino.. il primo sacerdote di torre a mare.. con diverse storie a suo conto.. e anche foto..
    dimmi tu come fare a pubblicarlo.. se creare una nuova pagina “Personaggi Storici”.. o inserirlo in “Storia”..
    Ciao.. Mirko

  9. Io lo metterei nella storia anche perchè altrimenti dovremmo scrivere di altri personaggi storici e credo che poi nn ce ne siano tantissimi…don Peppino fa parte di torre a mare ed è un pezzo di storia quindi, secondo me, va benissimo nella pagina sulla storia di TM.

  10. Dai miei appunti datati anno 1976.
    La costa di Torre a Mare è una scogliera frastagliata ricca di insenature , punte, cale in alcuni tratti alta , in altri bassa.
    Nella costa alta il mare ha scavato grotte più o meno profonde, mentre le acque alluvionali, scavando i letti dei torrenti, hanno dato origine alle cale sulla foce. Di una grotta dietro punta LA PENNA si dice arrivi a Noicattaro, ma sembra non sia vero.Se ne parlo nell’estate del 1976, quando il cadavere di una ragazza barese strappata da un’onda mentre era adagiata su uno scoglio fu ritrovata in quella grotta dopo due giorni di ricerche. Le cale e le grotte si susseguono in questo ordine da Nord a Sud;
    cala SAN GIORGIO -
    era la marina di TRIGGIANO, al confine con il territorio di NOICATTARO, PRIMA CHE LA FASCIA COSTIERA ENTRASSE A FAR PARTE DEL comune di BARI.
    CALA PORTICELLO
    è una insenatura che dà l’idea di un piccolo porto
    CALA BIANCA
    ha la riva ricoperta di bianchi ciottoli
    CALA SCIZZO
    è il prolungamento fino al mare di una larga zona dell’entroterra , nella quale è sorto il centro residenziale da cui prende il nome
    CALA DELLA NEVE
    prende il nome forse dai depositi di sale o da quelli della gelatura sulla scogliera
    CALA PUNTA DELLA PENNA
    si protende nel mare con la punta di uno scoglio ghe ha forma di penna
    CALA SETTE BOCCHE
    raggruppa 7 piccole grotte sotto la superficie del mare
    CALA CHIANCARELLO
    ha sul fondo massi alquanto lisci come
    CALAFETTA
    aveva depositi di alghe di acque stagnanti con zanzare malariche(infetta)
    CALA DELLA CANCELLERIA
    ha subito una grande trasformazione perchè attualmente è occupata da ristoranti ZIA TERESA E DA NICOLA
    CALA DELLA GETTATA
    è una foce del torrente della e i pescatori vi stendevano le reti
    Cala DELLO SPARATURO
    era ricca di canneti tra i quali si appostavano i cacciatori
    CALA FONTANA NUOVA
    conserva il nome preso dal rione abitato della zona
    CALA ROSSA
    era anche chiamata <>, il mare aveva in abbondanza l’erba rossa <> perchè serviva a colorare le uova PASQUALI vi abitava nelle vicinanze un uomo dai capelli rossi
    CALA <> (colombo-fioroni)
    offriva ai pescatori che vi approdavano a bella posta ottimi fichi che si affacciavano dal campo sovrastante
    CALA DELLA RENA O DELLA CORRENTE
    sottomarina che sposta la rena nella quale i pescatori cercano le vongole
    CALA PUNTA LUNGA
    ha la punta più lunga , spinta in mare come penisoletta
    CALA <>
    si collega con la zona dell’entroterra detta <>
    spero con queste notizie di esservi stati utile vi saluto con affetto VITO S. da RM

  11. Le grotte di Torre a Mare

    GROTTA DELLA CHIAVE

    Ha un’apertura nitidamente disegnata nell’alta scogliera, di un agrossissima chiave, è una grotta del tutto naturale perchè è inaccessibile sia dal mare che dalla terra , la costa è impervia e dal mare la si può raggiungere solo a nuoto.

    GROTTA DI VARVAMING

    La costruzione del <> ha ostruito questa profonda grotta, che nel secolo scorso era abitata dai primi pescatori provenienti da NOICATTARO. Il capostipide della famiglia DAUGENTI era soprannominato “”VARVAMING”" DOMENICO con la barba

    GROTTA DI PUNTA LUNGA

    é sul declivio della costa che scende verso la cala.

    a presto VITO S: da RM

    TROVATE APPUNTI SULLA GROTTA DELLA REGINA I MIEI SONO INCOMPLETI

  12. Anticamente il vero nome di Grotta Regina era Grotta del Duca (Duca Carafa (1592-1806) di Noja).
    Secondo altri il nome deriverebbe dalla regina Bona Sforza. Infatti nei testi antichi si legge che la località avrebbe costituito il luogo privilegiato per la balneazione di detta regina.
    Secondo altri ancora il nome deriverebbe da quello della famiglia (nojana) Regina, che avrebbe acquistato questa porzione della proprietà ducale – a seguito dell’abolizione della feudalità – nel 1806.

  13. ce sempre da imparare da tutti…quante cose non so di torre a mare….grazie a Dio ci siete voi!!!!

  14. Adesso tocca a noi fare seguito a quello che può essere la storia del paese. Che ne pensate se creamo un gruppo raccolta fondi per far sì che ci sia una ambulanza fissa? Magari contattando anche qualche sponsor. Vito da Rm

  15. CARO VITO VUOI ANDAR DACCORDO CON I TORRAMARESI NON CHIEDERE SOLDI LO SAI

  16. Caro Francesco, perchè dobbiamo partire già perdenti? é un bene per loro perchè non dovrebbero contribuire? La cifrà sarà un contributo libero, Io sono fiducioso perchè non mi dai una mano? a presto Vito Da Rm

  17. sai darmi entro il 5 ottobre delle informazioni sulla torre quando è stata kostruita e da ki ???? ti ringrazio ciao


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