Legge 15 Luglio 2011, n.111
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98
Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria
[…]
4. Per garantire un processo di continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012 la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per acquisire l’autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.
5. Alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome.
Un emendamento puramente economico che cerca di far cassa a scapito forse di un migliore sistema scolastico, che in realtà avrebbe bisogno di maggiore supporto e di essere seguito con saggezza al fine di portare al pari con le altre Nazioni, almeno dell’UE, il livello di istruzione. Con i termini di ‘soppressione’ e ‘aggregazione’ la Regione Puglia affida ai vari Comuni, attenendosi alle disposizioni in materia di Legge nazionale, la riorganizzazione delle istituzioni scolastiche del territorio al fine di ridurre i costi di gestione derivanti dai decentramenti delle loro direzioni. In parole povere, una revisione della Riforma Scolastica del ’98, la suddetta Legge impone di accorpare il più possibile le diverse direzioni scolastiche in ‘istituti comprensivi’ di almeno 1000 alunni, con l’intento di ridurre le spese e far cassa anche dal mondo della Pubblica Istruzione, senza però tener conto della mera didattica. Questo processo legislativo ha portato l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bari Fabio Losito a ponderare sulla risoluzione di un complesso puzzle per la Città, che risulti in qualche modo conforme alle direttive nazionali e al contempo si adatti alle esigenze della popolazione.
Così non è parso però per i genitori delle scuole di Torre a Mare, sentitisi tirati fuori da questo grande puzzle. Preoccupati hanno subito chiesto un incontro con l’Assessore per capire meglio la riorganizzazione. Alla presenza anche del Presidente della V Circoscrizione Giorgio D’Amore, l’Assessore s’è reso subito disponibile per dare una spiegazione ampia e completa delle sue decisioni in merito alla riorganizzazione delle scuole pelosine. Far parte di un istituto comprensivo di 1500 persone o uno ‘singolare’ fatto dalle scuole pelosine e quelle di Parchitello? È questo il dilemma dell’assessore. Per la prima soluzione tutti se ne laverebbero presto le mani, accorpando parecchie unità sotto una stessa direzione, ma a scapito proprio degli alunni di Torre a Mare che in questo caso sarebbero discriminati nel caso di fondi spendibili per attività extra-curriculari, ecc. La soluzione più accreditata pare proprio l’accorpamento delle scuole pelosine e quella di Parchitello sotto un unico dirigente. Un istituto comprensivo più autonomo e legato al territorio più di qualunque altro. Costituito da meno di 1000 unità, una concessione che la Regione dovrebbe approvare dopo la moratoria presentata, che stabilisce il raggiungimento dei requisiti della direttiva da qui a tre anni. Il prossimo Martedì la riorganizzazione passerà dal Consiglio Comunale per l’approvazione, sperando che l’Assessore opti per una soluzione favorevole ai pelosini, la direttiva prenderà piede dal prossimo anno scolastico. Torre a Mare+Parchitello=una scuola migliore?

Penso non si debba mai dimenticare che il contributo dei genitori alla formazione curriculare ed extracurriculare dei ragazzi sia fondamentale, perciò qualsiasi accorpamento potrà essere assistito dalla presenza formativa dei genitori in attività dopo il suono della campanella.
Un’altra problematica che potrà verificarsi con questo nuovo miscuglio, è un ulteriore rimescolamento di insegnanti che con il loro diritto di scelta, acquistato in base alla posizione in graduatoria, potranno decidere se lasciare il percorso formativo dei loro attuali alunni, costringendoli ad un cambiamento formativo, oppure continuare nel loro progetto. Ma per questo ci affidiamo alla volontà degli insegnanti stessi.
Mirko Saponaro



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Da: NOVITA’ SCUOLA: Niente di fatto per l’istituto comprensivo a Torre a Mare « www.torreamare.com su gennaio 19, 2012
alle 8:32 am